La Cantina di Monticello

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NOVITÀ BIRRE ARTIGIANALI

Nuove Birre

Marzemino

~ I.G.T. Veneto ~

Colore: Rosso rubino intenso
Profumo: Fruttato con note di marasca, ciliegie, ribes e more
Sapore: Morbido e corposo, accompagnato da un persistente aroma di mammole e viole
Abbinamento gastronomico: Pulled pork, gnocchi con ragù, lasagne al forno, hamburger, filetti alla Wellington, pollo al curry, costine al sugo, costine con salsa barbecue e vari tipi di carne alla griglia
Temperatura di servizio: 14/16° C.
Gradazione alcolica: 13% Vol.
Formato: Bag in Box 5 litri

Il vitigno Marzemino più noto è quello originario del Veneto, oggi presente anche in Trentino, Lombardia, Friuli ed Emilia. All’origine con questo nome venivano designati numerosi vitigni, spesso molto diversi tra loro, per cui la sua origine risulta molto incerta. Alcuni lo danno per originario della Carinzia, per altri proverrebbe dal Padovano.

Certo è che ricorrente è il suo collegamento con il Veneto. In Germania nel 1600 viene riportato un vino “Marzemino di Bassano del Grappa”. Alcuni ritengono che l’origine del nome derivi dal tardo latino “Marzarimen”, ossia grano di marzo, a causa della ridotta dimensione delle sue bacche. Attualmente i biotipi esistenti sono raccolti in due grandi gruppi, il Marzemino Gentile o Comune e la Marzemina bianca o Padovana.

Le differenze tra le due sottospecie sono rilevabili grazie alla presenza o meno di tomento (peluria) nella pagina inferiore della foglia, per le caratteristiche del rachide (erbaceo o legnoso), dalla consistenza della bacca e dallo spessore dell’epidermide. Il Marzemino in entrambi i casi ha grappoli lunghi e piramidali, alati e compatti.

Gli acini hanno dimensioni medie, sono sferici, con buccia fine e resistente, pruinosa, di colore blu tendente al nero. Un’altra caratteristica del Marzemino è la colorazione rosso violacea che il fogliame assume in estate. Il vitigno Marzemino predilige i terreni poveri con caratteristiche calcaree, argillose o basaltiche, con buone esposizioni e al riparo dai venti.

Con il nome Marzemino sono stati riconosciuti, nei secoli, molti vitigni che spesso si mostravano assolutamente diversi tra loro, come riportato da alcuni celebri ampelografi del passato come Acerbi (1825) e Di Rovasenda (1877) oltre che da altri studiosi più recenti tra cui Molon (1906) e Dalmasso (1937).

Quello che attualmente viene identificato come marzemino ha una storia e un’origine lontane. Per lungo tempo si è sostenuto che il vitigno fosse originario del Veneto – dove era conosciuto anche con i sinonimi berzamino, barzemine bassamino -da cui si sarebbe poi diffuso in Trentino, Lombardia, Emilia e Friuli.

Recenti indagini archeologiche ritengono invece che le piante originarie dell’uva marzemino provengano addirittura dalla città di Merzifon, nella Paflagonia, in Asia Minore (il paese di Diomede, come scrive Omero), e che siano giunte nell’alto Adriatico al termine di una diffusione lentissima, fatta di scambi commerciali e di contaminazioni culturali.

Resta il fatto che le uve Marzavi sono citate dapprima in antichi registri commerciali di Cipro, poi nelle isole della costa dalmata e quindi nei centri di scambi agricoli lungo la foce del Po e dell’Adige, da cui sarebbero risalite fino ai piedi delle Dolomiti.

Nel secolo scorso si è affermata al contrario una teoria secondo la quale il nome Marzemino deriverebbe da un villaggio della Carniola – comunità rurale ora scomparsa situata tra la Carinzia e la Slovenia – chiamato appunto Marzmin.

Le piante di vite, in questo caso, sarebbero state portate in Vallagarina da militari al soldo della Serenissima, quando Venezia dominava su tutto l’Adriatico, compresa la parte meridionale dell’attuale provincia di Trento.

In tutti i casi la Vallagarina si è dimostrata la patria elettiva del marzemino: qui ancora oggi trova la sua maggiore diffusione e la sua migliore espressione nelle aree vocate tra Isera e Volano, che rappresentano l’areale della Doc Trentino Marzemino.

La storia narra che Wolfgang Amadeus Mozart venne a conoscenza del Marzemino proprio in questo territorio – più precisamente a Rovereto, dove risiedette per qualche giorno in occasione del suo primo concerto italiano, che si tenne il 25 dicembre del 1769 presso il palazzo dei baroni Tedeschi, per poi essere replicato il giorno successivo nella chiesa arcipretale di San Marco – e che rimasto estasiato dalla bontà del vino non perse occasione per decantarlo nel Don Giovanni, una delle sue opere principali, che fu messa in scena per la prima volta nel 1787.

Verso la fine della rappresentazione la scena si svolge a casa di Don Giovanni: la tavola è imbandita con un meraviglioso fagiano arrosto, pronto per essere divorato; il protagonista – Don Giovanni – si rivolge a questo punto al servo Leporello cantando imperiosamente “… versa vino, eccellente Marzemino!”.

Ora, è vero che Mozart era un bambino prodigio (almeno in campo musicale) ma all’epoca del suo soggiorno a Rovereto aveva solamente 13 anni e dubito che si sia lasciato andare, a quell’età, a lunghe bevute di Marzemino gustandone, peraltro, l’assoluta qualità.

È molto più probabile che la citazione del Marzemino sia stata opera di Lorenzo da Ponte, che scrisse il libretto del Don Giovanni: quest’uomo, originario di Vittorio Veneto, risiedendo a lungo nella zona pedecollinare del padovano – dove un tempo il vitigno era fortemente diffuso, fino alle aree collinari del bresciano – deve aver avuto modo di assaggiare e apprezzare là un vino chiamato Marzemino, tanto da ricordarsene al momento di scrivere i testi dell’opera.

Non risulta che da Ponte sia mai andato in Trentino e quindi non ha certo conosciuto da quelle parti il decantato vino. Ancora oggi il marzemino conosce una buona diffusione in alcune province lombarde – in particolare nel territorio della Doc Garda, dove è previsto come tipologia in purezza, e delle Doc Botticino, Capriano del Colle, Riviera del Garda Bresciano e Cellatica (in assemblaggio) – e venete, dove compare nelle Doc Merlara Marzemino Frizzante e Breganze Marzemino.

Si registra infine la presenza del vitigno in Emilia, soprattutto in provincia di Reggio Emilia, dove è contemplato dalla Doc Colli di Scandiano e Canossa. In questi territori è stato catalogato un numero piuttosto elevato di biotipi di marzemino, che possono essere racchiusi in due grandi gruppi, distinti tra loro per alcune caratteristiche della foglia, del rachide e della buccia dell’acino: tutti hanno in genere un grappolo lungo, mediamente compatto, di forma cilindrico-piramidale, con una o due ali.

L’acino è di media grandezza, sferoidale, con una buccia di colore blu-nero e molto pruinosa, più o meno sottile ma comunque consistente. L’uva matura solitamente tra la fine di settembre e i primi di ottobre; in genere è coltivata con il sistema della pergola trentina, che asseconda la naturale vigoria della pianta. Azienda agricola Rigoni Vini

Marzemino I.G.T.
TASTO DESTRO DISABILITATO