La Cantina di Monticello

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NOVITÀ BIRRE ARTIGIANALI

Nuove Birre

Lacrima Di Morro d’Alba D.O.C.

Colore: Rosso rubino intenso con riflessi violacei
Profumo: Floreale, in cui risalta la rosa, la viola e il mirto

Gusto: Fresco, fruttato e vellutato con note balsamiche e con tannini morbidi
Temperatura di Servizio: 16/18° C.
Abbinamento gastronomico: Salumi, carni rosse non elaborate
Gradazione alcolica: 13% Vol.

Categoria:

L’origine del nome Lacrima Di Morro d’Alba è assai antica ed è collegata a quello della pianta e del territorio da cui proviene. La prima parte del vocabolo, unica nel suo genere, deriva dalla caratteristica del vitigno Lacrima di emettere goccioline di succo dagli acini maturi.

Questa uva nera è infatti dotata di buccia spessa ma estremamente delicata, assai soggetta a spaccature durante le ultime fasi di maturazione del grappolo, specie se caratterizzate da piogge abbondanti.

Le piccole gocce (lacrime) che escono dalle fenditure dei chicchi danno appunto il nome Lacrima, mentre (di) Morro d’Alba è il sostantivo del più importante comune di coltivazione di tale varietà e richiama il luogo d’origine e produzione.

“Morro” deriva dalla parola pre-romana “murr” o “moor” e significa “altura”, “roccia”, “cumulo” o “mora” di sassi (affermatosi poi durante il medioevo come nome del borgo); mentre il termine “Alba” (aggiunto nel 1862 al nome dell’abitato per evitare confusioni con altre località del Regno d’Italia) richiama il sorgere del sole e vuol dire “verso est”.

Quest’ultimo epiteto indicava in passato la zona geografica che separava i contado medievali di Jesi e Senigallia, situata appunto nella parte nord-orientale della provincia di Ancona.

Morro d’Alba significherebbe quindi “campo sassoso ad est”. Secondo una versione alternativa, ma meno utilizzata, il termine “Morro” deriverebbe invece da Mauro Sabba, re dei Mori (un gruppo di pirati saraceni) che nell’anno 848 invase e razziò le Marche; oppure dal termine “El Murro”, che nella lingua saracena significherebbe “Il Castello”.

Il vitigno Lacrima, presente solamente nell’anconetano e recuperato pochi decenni fa nel Comune di Morro d’Alba, è conosciuto da tempi remoti: la prima citazione storica riguardante l’uva e i vini di questo territorio l’abbiamo infatti grazie a Federico Barbarossa, che nel 1167 durante l’assedio di Ancona scelse le mura di Morro e del suo castello come dimora e riparo.

Gli abitanti del paese furono costretti a cedere all’imperatore le cose a loro più care, tra cui il vino di Lacrima che tanto piacque al monarca. Documenti più moderni riguardo a questo vitigno sono rinvenibili a partire dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, dove viene attribuito alle Marche, anche se le sue precise origini rimangono sconosciute.

La vendemmia, manuale, viene condotta verso metà settembre, la vinificazione si effettua con macerazione carbonica e con macerazione tradizionale, l’affinamento è di 6 mesi in acciaio inox e ulteriori 2 mesi in bottiglia. Belisario vini

Lacrima Di Morro d’Alba D.O.C.
TASTO DESTRO DISABILITATO