Per realizzare il nostro Vino e Visciole utilizziamo un’antica varietà di ciliegia selvatica (Prunus cerasus) dal colore rosso scuro e dal sapore acidulo.
Le visciole vengono raccolte nelle prime settimane di Luglio e vengono messe a macerare, in parte intere e in parte schiacciate, con lo zucchero; si innesca così una fermentazione che, lentamente, porta allo sciroppo finale, morbido e profumato. Questo prodotto viene fatto decantare per alcuni giorni e successivamente filtrato.
Otteniamo così uno sciroppo dalla concentrazione zuccherina molto elevata, che viene incorporato al vino (Lacrima) innescando una rifermentazione che amalgama le due identità (vino e sciroppo). La fermentazione viene arrestata a circa 14% di alcol in volume, con un residuo zuccherino che assicura la piacevolezza.
In passato il vino di visciola veniva prodotto per rendere più gradevoli vini robusti e tannici. Il Duca Federico da Montefeltro, secondo il suo biografo e libraio di fiducia Vespasiano da Bisticci, “quasi non beveva vino se non de ciriege o de granate”.
In seguito venne considerato un vino da donna, da omaggiare al gentil sesso per i suoi profumi, la sua morbidezza e la sua rotondità. Oggi viene considerato vino da meditazione, da assaporare e degustare in compagnia, ritrovando sapori perduti. Si chiama visciolato o più frequentemente vino di visciole. Rosso passito dolce aromatizzato Querciantica vini





